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giovedì 19 settembre 2013

Un tondo dipinto da donare agli sposi



Il grande tondo dipinto esposto oggi in una delle sale degli Uffizi a Firenze fu commissionato a Michelangelo in occasione del matrimonio di Maddalena Strozzi col ricco banchiere Angelo Doni (entrambi in seguito si faranno ritrarre da Raffaello) intorno al 1506. Doveva con molta probabilità decorare la stanza nuziale. Il soggetto della sacra famiglia è un tema tipicamente rinascimentale; nei secoli precedenti erano state numerose le raffigurazioni pittoriche e scultoree della Madonna col Bambino, ma la differenza sta nel fatto che mentre nelle rappresentazioni trecentesche prevale sempre e comunque il fine ultimo per cui l’opera era stata eseguita e cioè di un’immagine da venerare, nel rinascimento invece Maria e Gesù Bambino sono raffigurati come persone reali: basti pensare alla Madonna di Senigallia di Pietro della Francesca, ricca di attributi domestici; la Madonna della seggiola di Raffaello con quel singolare copricapo che è ben lontano dal classico velo azzurro. Al gruppo principale spesso si aggiungono S. Giovannino, angeli e talvolta S. Giuseppe, figura pressoché assente fino a tutto il ‘400. 
Pochi anni prima Leonardo aveva teorizzato la composizione ideale per questo soggetto. Il gruppo dei personaggi doveva essere composto entro uno schema piramidale che lasciasse ai lati lo spazio per un paesaggio, schema questo adottato spesso da Raffaello. Mchelangelo invece ha raffigurato la scena secondo uno schema de tutto personale: il bambino è stato raffigurato nell’attimo in cui S. Giuseppe lo sta passando alla Madonna; questa accovacciata, ruota la testa e parte de busto e si protende ad afferrare il figlio creando un movimento a serpentina che infonde nella scena un grande senso di movimento, in contrasto con la staticità dello sfondo. Secondo alcuni le tre figure in primo piano rappresenterebbero le tre età dell’uomo; esse sono separate dal resto del quadro da una fascia orizzontale appoggiata alla quale, sulla destra, sta S. Giovannino; più dietro cinque figure di nudi maschili sedute o appoggiate ad una roccia, rappresentano l’umanità prima della rivelazione del cristianesimo. La scelta della composizione è polemica nei confronti di Leonardo ma serve a Michelangelo soprattutto come pretesto per sviluppare la sua ricerca anatomica. I colori sono brillanti, gli stessi che utilizzerà qualche anno più tardi per decorare la Cappella Sistina. La cornice che racchiude il dipinto è quella originale e con ogni probabilità fu progettata dallo stesso Michelangelo.