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sabato 21 settembre 2013

La casta Susanna



Nello stesso anno in cui moriva Caravaggio (1610) una giovane di nome Artemisia, figlia di un noto pittore, Orazio Gentileschi, dipingeva una tela che la proietterà tra i grandi maestri del Barocco romano: Susanna e i vecchioni. Questo soggetto è, tra gli episodi dell'Antico Testamento, quello più frequentemente rappresentato, specialmente nel XVI e XVII secolo. Si racconta nel Libro di Daniele della casta Susanna che sorpresa al bagno da due anziani che frequentavano la casa del marito, è sottoposta a ricatto sessuale: o acconsentirà di sottostare alle loro voglie o i due diranno al marito di averla sorpresa con un giovane amante. Susanna accetta l'umiliazione di una ingiusta accusa pur di non cedere al ricatto. Sarà Daniele a smascherare la menzogna dei due vecchi. La rappresentazione di Susanna ha apparentemente intenti moralistici, ma era spesso un pretesto per soddisfare certi committenti che si compiacevano di esporre e ammirare nelle proprie dimore soggetti di nudo femminile.
Colpisce sul piano stilistico l'essenzialità del quadro. Rispetto ad altri di soggetto analogo, non vi sono ancelle attorno a Susanna, né vasche o ruscelli per le abluzioni, né fronde che nascondono i due guardoni. La scena è tenuta dai soli tre protagonisti disposti in modo marcatamente piramidale. La dimensione psicologica della vicenda rappresentata è subito chiara, soprattutto nella posa invadente dei due vecchi che si sporgono dalla balaustra marmorea incombendo, complici, sulla bianca Susanna indifesa. Il punto di vista sembra essere tutto femminile, come si evince dallo sguardo sprezzante della giovane donna che, con realistica repulsione, rifiuta le richieste erotiche dei due vecchi.
Prima opera datata e firmata da Artemisia a soli diciassette anni, documenta la fase iniziale dello stile della pittrice, ancora evidentemente disciplinato dagli insegnamenti del padre. Il preciso disegno anatomico e la luce chiara e delicata sono elementi appresi dalla pittura di Orazio, ma il contorcimento della figura nuda della bellissima Susanna possiede il ritmo “serpentinato” tipico del manierismo toscano e lo ritroviamo in certe figure della Sistina di Michelangelo come l’Adamo espulso dal Paradiso, dipinto sulla volta e che Artemisia ebbe sicuramente l’opportunità di ammirare più di una volta.