Cerca nel blog

giovedì 12 settembre 2013

Splendori di terracotta



Oltre a quella di Verrocchio c’era a Firenze un’altra bottega, ubicata in via Guelfa, particolarmente fiorente e prolifica, quella dei Della Robbia. Fondatore e maestro era Luca, allievo di Donatello, scultore di grande talento e creatività artistica, capace di trasformare un materiale banale come la terra in vera opera d’arte. Le sue terracotte colorate erano diverse dalle altre poiché risultavano più resistenti alle intemperie e questo grazie ad una invenzione che i Della Robbia, oltre a Luca, il figlio Andrea e il nipote Giovanni, custodirono gelosamente per generazioni: l’invetriatura. Questa veniva realizzata applicando sulle terracotte un composto di silice e piombo che una volta cotto in forno produceva uno strato lucido e compatto che rendeva i colori brillanti e inalterabili nel tempo. Il grande successo della terracotta invetriata porterà alla moltiplicazione della produzione che non si limiterà soltanto alle immagini per lo più della Madonna col Bambino e santi da porsi nelle camere da letto, nelle cappelle private o nelle sedi delle Confraternite di Arti e Mestieri, ma si estenderà alle grandi pale d’altare, alle lunette dei portali che arricchivano di colore le facciate delle chiese e dei palazzi, ai pannelli per fonti battesimali alternati al marmo o alla pietra serena, ai lavabi delle sagrestie, alle fontane pubbliche, ai rivestimenti parietali e alle statue.
In realtà più che vera invenzione l’invetriatura era già conosciuta presso le civiltà antiche, Luca la riscoprì facendone il marchio di fabbrica delle sue straordinarie opere, oggi vanto di chiese e di musei.