Cerca nel blog

martedì 24 settembre 2013

Agnus Dei



Il pendente conservato al British Museum di Londra è in oro e raffigura l’Agnus Dei (l'agnello di Dio, ovvero Cristo) adagiato su un libro chiuso. Una perla “barocca” compone la parte centrale del corpo dell’Agnello; il ventre, il collo, le zampe anteriori e posteriori sono invece modellati in oro con smalto bianco che simula il vello dell’animale. Il libro ha una ricca legatura composta da due fibbie impreziosite da due rubini tagliati a tavola. La spina dorsale del libro è divisa in tre sezioni in rilievo, scanalati e smaltati di bianco, che la dividono in pannelli decorati con elementi vegetali su sfondo azzurro. I restanti tre lati del libro contengono l’iscrizione in latino e a lettere maiuscole smaltate ECCE AGNVS DEI. La parte superiore e quella inferiore del libro sono lavorate  a traforo, smaltate di rosso, bianco, blu e decorate con motivi a volute. Quattro catene di sospensione sono legate ad altrettanti anelli d’oro fissati agli angoli della coperta superiore del libro; sulla sommità di esse troviamo un cartiglio in oro smaltato, decorato da volute e dal quale pende una piccola perla.
Nel Llibres Passanties, conservato al Museu d'Història de la Ciutat di Barcellona, sono raccolti una serie di disegni preparatori che dimostrano come questo tipo di gioiello fosse di gran moda in Spagna, e non solo,  all’inizio del secolo XVII.
Fin dal XV secolo l’Agnus Dei venne utilizzato con valore talismanico e ne è prova la vasta quantità di oggetti orafi recanti tale immagine giunti fino a noi e che oggi figurano in numerosissimi musei. Presso i primi cristiani, per esempio, la figura in cera dell’Agnello Divino, profumato dall’olio cresimale, veniva portato al collo come amuleto creduto capace di cancellare tutti i peccati compiuti e nel Trecento in un poema latino della scuola di Salerno viene menzionato l’Agnello di Dio che salva da ogni male. Tali pendenti erano di moda anche in Italia; nell’inventario di gioie di Camilla Martelli (seconda moglie del Granduca Cosimo I de' Medici) redatto il 21 aprile 1574 figura: “Un Agnus Deo legato in oro smaltato et otto perle intorno appiccato a tre catenuzze d’oro”. Anche nell’inventario delle gioie di Ferdinando II de' Medici compare “n° 17 Un gioiello lavorato alla spagnola con una Croce in mezzo et à piede de detta croce per dentro un Agnellino smaltato de bianco tutto pieno de diamanti sottili et il rovescio smaltato di bianco e nero. ”