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giovedì 26 settembre 2013

La battaglia mai terminata



Nel 1502 Leonardo da Vinci accoglie l’invito di Cesare Borgia a diventare suo architetto personale e ingegnere e parte per la Romagna dove il figlio del Papa Alessandro VI e fratello di Lucrezia Borgia è stanziato col suo esercito. Qui comincia a progettare macchine da guerra e fortificazioni. In quest'occasione l’artista incontra Niccolò Macchiavelli ed è forse lui a suggerirgli di tornare a Firenze dove il gonfaloniere della Repubblica, Pier Soderini, cerca artisti per affrescare una parete della sala del Consiglio (il futuro Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio). Leonardo accoglie il suggerimento e infatti riceve l'incarico di eseguire la Battaglia di Anghiari nella quale i fiorentini avevano sconfitto le truppe di Milano. Nei 10 mesi trascorsi nel campo del Borgia l'artista aveva potuto osservare di persona la furia della guerra e comincia a lavorare col solito sistema, ovvero riflettendo per mesi e stendendo un gran numero di schizzi con cavalli impennati o al galoppo, gruppi di persone ammassate nell’atto di combattere. Il Consiglio fiorentino guidato dal Soderini, un po’ risentito per la lentezza di Leonardo a mettere mano all'opera, tentò di affrettarne il lavoro assegnando la parete opposta a quella che avrebbe dovuto accogliere la battaglia di Anghiari, ad un altro artista, giovane ma già famoso, Michelangelo Buonarroti. Venne giocata così la carta della rivalità che già esisteva tra i due. L’affresco di Michelangelo avrebbe dovuto rappresentare la Battaglia di Cascina vinta dai fiorentini contro i pisani ma non andrà mai oltre lo studio di schizzo perché Michelangiolo fsarà chiamato a Roma dal nuovo papa Giulio II per eseguire la sua tomba. Leonardo intanto, trasferito il disegno del cartone sulla parete, comincia a dipingere la parte centrale ma subito iniziarono i problemi: i solventi e gli oli sperimentati dall’artista non resistono al calore dei bracieri messi nella sala per far seccare i colori che invece cominciano a colare lungo la parete. Impotente spettatore al suo lavoro che andava perso, Leonardo interruppe tutto e non vi pose più mano.
Da questo momento inizia la leggenda della battaglia leonardesca mai terminata. Quando cinquant'anni dopo l'architetto Giorgio Vasari fu chiamato a ristrutturare Palazzo Vecchio per accogliere la famiglia granducale medicea ritornata al potere, non volendo distruggere ciò che rimaneva dell'affresco di Leonardo fece costruire una parete davanti quella esistente, lasciando tra le due uno spazio e sulla nuova parete affrescò una serie di battaglie tra le quali quella di Marciano in Val di Chiana; qui tra le tante bandiere ce n'è una di colore verde chiaro su cui campeggia la scritta CERCA-TROVA. Secondo la tradizione questo sarebbe l'indizio lasciato dall'architetto per ritrovare il perduto affresco del genio vinciano.

               Dallo sceneggiato Rai del 1971 con la regia di Renato Castellani