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mercoledì 23 gennaio 2013

La moda sportiva al tempo dei bisnonni





Nella seconda metà dell’Ottocento si faceva sport soprattutto nei mesi estivi. In montagna, d’inverno, ci andavano solo gli ammalati di tisi! Unica eccezione il pattinaggio importato in Italia, nel 1860, da un americano, certo Haines e praticato su laghetti o stagni ghiacciati. L’abbigliamento  ideato per tale passatempo prevedeva, per le signore, abiti corti alla caviglia e orlati di pelliccia o alamari; gli uomini non erano da meno, con berretti e giacche guarniti di astrakan e lontra. Ma la loro passione era soprattutto il canottaggio che, tra le attività ginniche, acquistò ben presto una posizione di primo piano. La tenuta di rigore prevedeva baffi all’insù, canottiere bianche o anche a righe orizzontali e berretto con visiera per ripararsi dal sole oppure un più distinto cappello di paglia. Un esempio lo abbiamo nella tela di Renoir intitolata "Colazione dei canottieri" del 1880. Anche il nuoto era praticato assiduamente. I costumi si ispiravano a quelli dei marinai: le donne avevano pantaloni a mezza gamba che spuntavano da un’ampia gonna al ginocchio e grande sfoggio di ancore ricamate; righe orizzontali, invece, per gli uomini. I colori di preferenza erano il blu, il bianco e il rosso.
A partire dal 1890 comparvero su alcuni giornali figurini di abiti per il tennis e il ciclismo. Per il tennis furono creati completi in tessuti leggeri decorati, all’inizio, con triangoli dipinti e cerchi, e più tardi, con righe. La bicicletta, chiamata biciclo, era all’epoca un oggetto tutt’altro che agevole. Nel 1870 ne venne brevettato uno, da James Starley e William Millman, con la ruota anteriore molto più grande di quella posteriore; questo aveva portato a collocare la sella in posizione più avanzata per avvicinare i piedi ai pedali spostando, di conseguenza, il centro di gravità. Bastava, quindi, una minima asperità del terreno o una frenata per finire a gambe all’aria! Per garantire una maggiore praticità le signore avevano sostituito le gonne con pantaloni larghi alla zuava; al collo una cravatta di seta annodata a fiocco e sulla testa, un cappello guarnito con una penna.
Tra i vestiti sportivi devono essere annoverati anche quelli "da escursione". La stoffa preferita era la lana scozzese ma anche la mussola, se faceva caldo. La gonna era spesso corta alla caviglia e portata con stivaletti alti o scarpe con ghette.