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mercoledì 30 gennaio 2013

Donna Florio e il suo abito


Osservando un ritratto capita a tutti di essere colti dalla curiosità di conoscere non solo l'identità ma anche la biografia del soggetto  del quadro, conoscere insomma la vita di quel personaggio che ci guarda dalla porta di un tempo passato. Soprattutto nei ritratti femminili ci capita di essere rapiti dagli abiti e dagli accessori: ventagli, gioielli, merletti, ricami. Se poi capita di poter vedere dal vivo questi oggetti perchè si sono conservati fino a noi allora è come se il tempo non sia mai trascorso. E' il caso del ritratto che Giovanni Bodini eseguì per Franca Florio nei primi anni del Novecento. Del quadro è rimasta solo una foto in bianco e nero.
Donna Florio, come la chiamavano i palermitani, è passata alla storia come la donna più bella ed elegante del tempo, acclamata da D'annunzio "Regina di Sicilia". Nata baronessa di San Giuliano nel 1873, sposò a 24 anni il rampollo di una famiglia, i Florio, che deteneva, allora, il maggior potere economico della Sicilia essendo proprietaria di banche, industrie, tonnare, fonderie, saline e cantieri navali e avendo fondato la Società di Navigazione Italiana che vantava una delle più grandi flotte d'Europa.
Nel 1901 viene chiamato il pittore Giovanni Boldini per eseguire un ritratto di Franca Florio ma la tela viene giudicata dal marito Ignazio troppo ardita e osé poichè la nobildonna indossa un abito di seta nera che le lascia scoperte le braccia, le caviglia e lo splendido decolté (il ritartto oggi è esposto all'Hilton Villa Igea di Palermo il cui proprietario lo ha recentemente acquistato per 900.000 euro). Prega quindi il pittore di modificarla. Boldini decide di non modificare il primo quadro ma ne dipinge un secondo rivestendo la baronessa con un altro abito più castigato in velluto di seta nero ricamato ad intaglio. Mantiene però la generosa scollatura della prima versione. Quest'abito è giunto fino a noi e faceva parte dello splendido guardaroba della nobildonna. 
Testimone del tracollo economico del marito indebitato fino al collo per per l'abitudine smodata al lusso e incapace di rinnovare le ormai vetuste strategie imprenditoriali, Donna Florio morì quasi in miseria nel 1950 a Migliarino Pisano all'età di 77 anni.