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lunedì 14 gennaio 2013

Gli angeli hanno le ali di rondine





Il Riposo durante la fuga in Egitto, conservato alla Galleria Doria-Panphilj a Roma e datato tra il 1595 e il 1600, fu eseguito da Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, durante i primi anni del suo soggiorno romano. Pittore geniale e dalla vita trasgressiva e sregolata, seppe utilizzare la luce in modo nuovo e determinante; nelle sue tele essa diventa la vera protagonista e accarezza i corpi, dà loro volume e li fa emergere dall’ombra. Caravaggio chiuse il grande periodo rinascimentale e diede inizio all’arte moderna, più attenta al fatto reale, al quotidiano e volta ad una religiosità schietta e priva di enfasi. Quest’opera, dai colori caldi e l’atmosfera tranquilla di un giorno qualunque, riassume da sola il suo aulico messaggio pittorico.
In un dolce paesaggio autunnale un angelo dalle grandi ali di rondine volge le spalle allo spettatore; è avvolto da un leggero panno bianco e sta suonando il violino seguendo la musica dello spartito che San Giuseppe gli tiene aperto. Poco più in là la Madonna ha ceduto alla stanchezza e si è addormentata assieme al Bambino che tiene in grembo. Qui la raffigurazione della quotidianità assume dignità artistica. I soggetti sacri senza aureole, con i volti segnati dalle rughe e la fatica, vengono calati nella realtà di una campagna romana lambita dalle acque del Tevere. Maria è vestita come una popolana e Giuseppe è umanissimo seduto sul sacco che ha appena tolto dal basto dell’asino e buttato a terra accanto ad una fiasca; mostra imbarazzo davanti alla presenza divina accavallando nervosamente i piedi e osserva attentamente il volto dell’angelo per cogliervi il segnale convenuto a voltare la pagina dello spartito. Tutto è reale, anche la musica scritta sul pentagramma che è stata identificata  come un mottetto del compositore franco-fiammingo Noel Balduin il cui testo è tratto dal Cantico dei Cantici. La quercia sullo sfondo –dello stesso legno di cui sarà fatta la croce- allude alla passione che attende il Bambino ora serenamente addormentato.