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mercoledì 27 febbraio 2013

La senza pari





 Intorno al 1515-20 Piero di Cosimo dipinse questo ritratto, oggi conservato al Museo Condé a Chantilly, raffigurante  la donna che nella Firenze di Lorenzo il Magnifico era detta “la senza pari”, ovvero Simonetta Cattaneo Vespucci. Amata da Giuliano de' Medici era considerata la più bella tra le fanciulle fiorentine tanto da diventare musa ispiratrice di Botticelli che la dipinse in molti dei suoi capolavori e del Poliziano che in una sua poesia ne celebra il “lieto viso” incorniciato da “crini d’oro”.
Quando Piero esegue il dipinto Simonetta era già morta di tisi a soli 23 anni nel 1476 e il pittore fu costretto ad usare una medaglia con la sua effige come modello. Il profilo della giovane si staglia sullo sfondo di un paesaggio in tempesta e ricco di richiami simbolici che rimandano alla sua morte prematura: l’albero secco a sinistra e le cupe nuvole del tramonto. Anche il serpente che si avvolge intorno alla collana d’oro che porta al collo rimanda al tema della morte ma anche alla rinascita, al tempo che si rinnova all’infinito, all’immortalità dunque per la sua capacità di cambiare pelle. Inoltre era anche simbolo di prudenza e intelligenza. Nell’intreccio dei capelli di Simonetta troviamo perle simbolo di castità e gioielli a forma di ghianda che rimandano alla quercia anch’essa simbolo di eternità. Il seno nudo non costituiva all’epoca un’indecenza, ricordava la “Venus pudica” e le Amazzoni, le leggendarie guerriere che combattevano a seno scoperto ed erano considerate particolarmente caste perchè si accoppiavano una volta l'anno. 
Simonetta quindi viene onorata con tutte le virtù che nel Rinascimento si richiedevano ad una donna - bellezza, purezza, intelligenza, prudenza - e ne si ricorda la bellezza immortale. Narrano le cronache che il giorno del suo funerale, adagiata su una lettiga coperta di fiori, Simonetta fu portata per le vie di Firenze a mostrare come neppure la malattia prima e la morte dopo erano riuscite ad alterare la sua bellezza, musa di pittori e poeti che con la loro arte ne hanno tramandato il ricordo fino a noi.