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giovedì 7 novembre 2013

Il ventaglio



La storia del ventaglio è antichissima, da alcuni reperti la possiamo fare iniziare 3200 anni prima di Cristo ma il secolo aureo di questo oggetto fu sicuramente il Settecento. Era usato dalle dame dell'alta società ma a Venezia anche dal "cicisbeo", o "cavalier servente", il gentiluomo che di solito accompagnava la nobildonna sposata alle feste mondane o a teatro, oppure a fare spese, a far visita alle amiche e in chiesa. I fabbricanti di ventagli raggiungono grande maestria nell'assemblare la stoffa, spesso taffetà, dipinta con scene bucoliche, galanti e vedute archeologiche ispirate dai dipinti contemporanei oppure ricamata con motivi floreali e animali, ma anche il pizzo, pregiatissimo, la pelle lavorata in modo da diventare sottilissima tanto da essere chiamata "pelle di cigno" e la carta meno costosa. Di grande raffinatezza e preziosità erano le montature spesso in avorio intagliato, legno pregiato e in madreperla con pietre preziose. Le stecche scolpite erano a volte ricoperte con un sottile strato d'oro o argento. 
Oggetto utilizzato per allontanare il caldo e scacciare gli insetti divenne anche mezzo per sedurre e al ventaglio fu legato un linguaggio mimico, privo di parole ma fatto di gesti: sfiorarsi il viso col ventaglio oppure il seno, passarlo da una mano all'altra, chiuderlo di scatto o colpire la spalla dell'interlocutore potevano indicare gelosia, amore, gioia, agitazione, disappunto, rimprovero.
Considerati accessori preziosi, i ventagli venivano regalati in occasione delle nozze o per la nascita di un figlio, divennero anche mezzo per informare sugli avvenimenti storici, la Rivoluzione Francese, per esempio fu raccontata in mille modi sui ventagli.



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