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lunedì 4 novembre 2013

Il prezioso scrigno del Buontalenti



All'interno della Galleria degli Uffizi a Firenze si trova una splendida stanza a pianta ottagonale chiamata la Tribuna. Fu Francesco I de Medici, il principe alchimista, a volerla per raccogliervi le opere d'arte greco-romane salvate dal saccheggio quando la famiglia, alla fine del Quattrocento, era stata bandita dalla città. La sala fu progettata da Bernardo Buontalenti e con essa il destino degli Uffizi, nati inizialmente per essere sede dei vari uffici burocratici dello Stato granducale, fu segnata divenendo uno dei maggiori musei del mondo, custode di capolavori che l'Unesco ha riconosciuto quali patrimonio dell'umanità. Gli Uffizi nascono dunque dalla Tribuna realizzata nel 1584. Assecondando gli interessi scientifici e naturalistici di Francesco I, Buontalenti concepì la sala come emanazione del cosmo, del mondo naturale e dei suoi quattro elementi: la lanterna collocata sulla cupola dalla quale filtra la luce simboleggia l'ARIA; le seimila conchiglie provenienti dall'Oceano Indiano che rivestono la cupola e le scaglie di madreperla che compongono le decorazioni sottostanti su fondo azzurro, l'ACQUA; le pareti rivestite in velluto rosso, il FUOCO; le pietre dure e i marmi che compongono le tarsie del pavimento, la TERRA. Al centro della sala oggi troneggia un tavolo del 1600 il cui piano è composto da un mosaico in pietre dure e pietre preziose oltre alcune delle straordinarie opere classiche e rinascimentali conservate nella Galleria e tra queste la Venere medicea in marmo di epoca ellenistica databile alla fine del I secolo a.C.