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giovedì 24 ottobre 2013

L'arte antica della glittica




L'arte di incidere i cammei è definita "glittica" e risale all'epoca ellenistica quando le gemme così lavorate venivano incastonate in vasi e strumenti musicali, gioielli e arredi. Nella Roma di Augusto lavorava uno straordinario artista di origini greche, Dioskourides, tra gli incisori abilissimo e capace di eseguire ritratti su agata o sardonica di profonda penetrazione psicologica. Questi gioielli del passato diventeranno durante il Rinascimento le prede più ambite dagli artisti e dai collezionisti di tutta Europa pronti a sborsare somme da capogiro pur di possederne una e questo non solo per il loro valore storico ed estetico ma perchè si credeva che essere fossero magiche proprio perchè eseguite da mitici orafi e appartenute ad imperatori e a grandi condottieri del passato.
Negli inventari medicei è rintracciabile dal 1566 un calcedonio del III secolo d.C. oggi conservato al Museo Archeologico di Firenze. Vi è raffigurata una scena che rimanda al mito di Teseo e Arianna. Questa, figlia di Minosse re di Creta, fu abbandonata da Teseo dopo averlo aiutato ad entrare nel labirinto e ad uccidere il Minotauro. Addormentatasi in riva al mare dopo aver pianto a lungo fu vista da Bacco che se ne innamorò e volle sposarla. Nel cammeo si vede il momento in cui il dio ubriaco sorretto da un satiro trova Arianna distesa su uno scoglio con vicino il dio Amore. 
Il calcedonio è inserito dentro una ricca cornice d'oro appositamente eseguita nel 1500 con smalti verdi, rossi, bianchi, violetti, turchesi e vi si scorgono foglie di vite, frutti e fiori. In basso un anello sorregge una perla pendente. I due anelli laterali servivano a fissare il gioiello direttamente sulla stoffa dell'abito oppure a due catenelle.