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lunedì 2 febbraio 2015

Gioielli per la sposa



Tra i molti ritratti del Cinquecento che ci sono pervenuti mi ha sempre colpito quello di Barbara Pallavicino eseguito da Alessandro Araldi, uno dei maggiori artisti attivi a Parma prima dell'arrivo in città di Correggio. La tela databile intorno al 1510 è oggi esposta agli Uffizi di Firenze. Di essa mi ha sempre attratto non tanto il soggetto di cui poco si conosce ma i ricchissimi gioielli che  adornano la nobildonna. Barbara è ritratta di profilo su fondo scuro, lo sguardo fisso davanti a se nella rigida posa dei cammei. Secondo la moda del tempo e molto cara alle corti del nord Italia, indossa un'acconciatura detta "coazzone" di probabile origine spagnola che prevedeva sul retro del capo una cuffia o reticella finemente ornata e impreziosita da gioielli dalla quale partiva il tranzado, una guaina che raccoglieva i capelli variamente intrecciati tra loro e ingioiellati. La fronte è cinta da un nastro scuro ornato di smeraldi incastonati in una montatura d'oro rettangolare e arricchito su un lato da un pendente, sempre in oro, nel quale sono incastonati uno rubino e uno smeraldo, il tutto completato da una grande perla a goccia. Al collo Barbara indossa un filo di perle con un secondo pendente anche questo composto da uno smeraldo, un rubino inserito in un castone d'oro a forma di fiore e una grossa perla a goccia. L'abito, una gamurra, è scuro con scollo quadrato profilato da un ricamo a racemi e da un bordo rosso; le maniche, prodotte con un tessuto diverso da quelle del vestito, sono attaccate all'altezza della spalla da nastrini neri e lo stacco lascia intravvedere gli sbuffi della camicia bianca sottostante.
Sabbiamo dalla documentazione dell'epoca che gli smeraldi, insieme ai rubini e le perle, erano le pietre che maggiormente venivano regalate alle fanciulle in occasione delle loro nozze. Si credeva che tale dono fosse di buon auspicio per la felice riuscita dell'unione. Allo smeraldo veniva attribuita la capacità di conservare la bellezza del volto e di rendere caste le persone che lo indossavano. Il rubino donava prosperità, la forza fisica per affrontare le numerose gravidanze e il benessere spirituale. La perla era invece simbolo di fedeltà coniugale. 
Dunque il ritratto esposto agli Uffizi con molta probabilità fu eseguito in onore delle nozze della giovane nobildonna.