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mercoledì 4 marzo 2015

L'importanza dell'uroscopia ai tempi di Dante



Alla base del Campanile di Giotto si trovano una serie di bassorilievi inseriti in una cornice esagonale, opera di Andrea Pisano (gli originali oggi sono conservati all'interno del Museo dell'Opera del Duomo di Firenze). In una di queste formelle è descritto l'interno di una spezieria, ovvero una farmacia: su due mensole sono allineati vasi e brocche contenenti i rimedi officinali, a destra il famoso medico fiorentino Taddeo Alderotti (1215-1295) mentre dà udienza ad alcune donne che portano dentro la "fiscella" (una sorta di fiasca in vimini) l'ampolla contenente le urine del malato. L'esame consisteva nella "speculazione" ovvero l'esame visivo in controluce del liquido per studiarne la limpidezza o la torbidità (ed è proprio questo che sta facendo Alderotti nella scena ideata da Andrea Pisano). Dall'analisi ottica si passava poi a quella olfattiva e infine a quella degustativa per apprezzarne il sapore; se il medico avesse rilevato, per esempio, un sapore dolciastro, avrebbe diagnosticato il diabete. Scene di questo tipo sono molto frequenti nei codici miniati che trattano di medicina poichè l'uroscopia era, a partire dalla seconda metà del 1200, una delle indagini mediche più importanti e diffuse per la diagnosi clinica.