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domenica 5 gennaio 2014

Il talismano della regina





Mai regina di Francia suscitò tanta esecrazione come Caterina de' Medici, accusata di essere una strega, un'avvelenatrice, addirittura una ninfomane, donna priva di scrupoli e assetata di potere e a tale damnatio memoriae contribuirono gli scritti di Balzac e Dumas. Solo nel Novecento gli storici hanno rivalutato la figura di questa fiorentina andata sposa ad un uomo che non l'amava preferendole l'amante, la bella Diane de Poitiers, che si trovò fin troppo presto vedova a reggere le sorti di una grande nazione e a combattere gli intrighi di palazzo orditi da coloro che fin da subito l'avevano appellata con disprezzo "l'italien". Qualche anno fa, in occasione di una mostra a lei dedicata, è stato esposto un suo gioiello, una placca con incise delle formule, un talismano quindi.
I talismani (dal greco «telesmena», cosa consacrata) sono ancora oggi oggetti preparati appositamente seguendo specifiche relazione tra flussi astrali propiziatori e riportano, di solito, incise formule o raffigurazioni ma anche entrambi. Essi vengono indossati per fare da polo d’attrazione delle forze benevole, dunque hanno un'azione opposta agli amuleti che invece hanno il compito di respingere gli influssi negativi. Il talismano astrale di Caterina dei Medici, conservato alla Bibliothèque Nationale de France, a Parigi, che sembra la regina portasse sempre con sé, è un oggetto creato per attrarre potere e amore. Di forma ovale da una parte ha raffigurati Giove, l’aquila di Ganimede e un demone con la testa del dio egizio Anubis; sul retro l’immagine di Venere, dea della bellezza e dell'amore, affiancata dai nomi di demoni incisi tra i quali Asmodeo, demone del desiderio carnale, invocato di solito per ottenere l’energia specifica per conquistare l’amore di un’altra persona. 
Più che un mostro assetato di sangue basterebbe questo talismano per avere la prova di chi era veramente Caterina, una donna che per tutta la vita, orfana ancora in fasce, pedina di giochi politici, ha cercato disperatamente una sola cosa: essere amata.