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mercoledì 24 luglio 2013

Un palazzo per la bella Bianca





Trasferitasi col marito a Firenze nel 1564 la nobile veneziana Bianca Cappello non avrebbe mai immaginato che la sua vita sarebbe cambiata dopo aver conosciuto il nuovo Granduca di Firenze, Francesco I de Medici. Rinomata per la sua bellezza e raffinatezza, Bianca si era sposata a soli 15 anni con un gentiluomo fiorentino che l’aveva ingannata sulle sue reali condizioni economiche, risultando poi un mezzo spiantato tanto da farla vivere modestamente e in ristrettezze. Anche Francesco aveva problemi matrimoniali, legato ad una donna straniera che non amava, Giovanna D’Austria, piuttosto bruttina, claudicante, senza interessi e con ancor meno cultura, che a quanto pare era solo capace di dargli figlie femmine e non l’erede che avrebbe perpetuato la stirpe medicea. Tra i due fu amore a prima vista e lui seppe sedurla con un corteggiamento serrato, gioielli, abiti preziosi e la ristrutturazione di un antico palazzo quattrocentesco a due passi da palazzo Pitti residenza granducale. Rimodernato da Bernardo Buontalenti il palazzo, che diventerà il nido di una delle più chiacchierate storie d’amore del Rinascimento, subì cambiamenti soprattutto a pian terreno dove l’architetto aprì due grandi finestre ai lati del portone d’ingresso sormontato dallo stemma dei Cappello. Sotto i davanzali venne inserito un motivo particolare, un pipistrello ad ali spiegate che diventerà simbolo di protezione della casa dai pericoli esterni. La facciata fu splendidamente decorata a graffito da Bernardino Poccetti a partire dal 1574.
Rimasti entrambi vedovi (il marito di lei morì assassinato in circostanze poco chiare e non pochi furono i sospetti che il mandante fosse proprio il Granduca) Bianca e Francesco poterono finalmente sposarsi nel 1579. Mai amata dai fiorentini, tanto meno dal potente fratello del marito, il cardinale Ferdinando de’ Medici, la loro storia d’amore ebbe un tragico epilogo. Mentre erano in una delle ville di famiglia si ammalarono entrambi di forti febbri e morirono dopo giorni di agonia a breve distanza l’uno dall’altra. Tale simultaneità di eventi ha fatto nascere il sospetto che la causa della morte sia stata un avvelenamento e a volerlo sarebbe stato proprio Ferdinando. A tutt’oggi i risultati della ricerche effettuate non hanno risolto il mistero. Resta lo splendido palazzo di Bianca a testimonianza di un’epoca in cui l’arte diventava uno dei tanti modi per parlare al cuore della persona amata.

La giovane Bianca Cappello in un ritratto di Lavinia Fontana