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sabato 20 luglio 2013

Gli ex voto: oggetti di devozione





La parola ex-voto viene dal latino votum, cioè “promessa”, “offerta”. Gli ex-voto, infatti, si dividono in due categorie: quelli che servono per chiedere e quelli donati a ringraziamento dell’intervento divino. Capita spesso di vedere, entrando in una chiesa o in santuario, oggetti posti intorno all’altare di un santo oppure all’immagine della Vergine; sono piccoli quadri che con semplici pennellate raccontano, quasi in maniera infantile, una calamità naturale scampata, una guarigione e la nascita di un figlio tanto atteso, oppure rosari, cuori di varie dimensioni e fattura, bastoni e protesi, ma anche biglietti con poche parole o addirittura sigle, P.G.R. (per grazia ricevuta), P.G.F. (per grazia fatta), tutti testimonianza di una fede sincera e genuina. Questo uso tutt’oggi in auge ci viene dal mondo antico dove i devoti di una divinità erano soliti portare al tempio oggetti che possiamo considerare ex-voto: monete, gioielli, parti anatomiche in terracotta o bronzo, intere statuette recanti iscrizioni. L’atrio della Santissima Annunziata, santuario mariano fiorentino, era nel Rinascimento destinato a contenere particolari voti consistenti in statue posticce, con testa, mani e piedi modellati nella cera e applicate ad un’ossatura di canne che veniva poi coperta da vesti, ricche o modeste a seconda dell’offerente. Ci è stato tramandato il nome di un abile ceraiolo, Orsino, che firmava le sue opere con una R dentro una O sormontata da una piccola croce. A lui e ad altri artigiani si rivolsero papi, imperatori, signori come i Medici e gli Este, perché anche il loro voto alla Vergine fosse esposto nel santuario fiorentino. Nel 1630 le statue di cera ammonticchiate furono contate: erano più di seicento! Molte avevano ormai le vesti a brandelli, i capelli intignati e la cera ormai scolorita. Ancora oggi è usanza lasciare voti all’Annunziata: le spose lasciano il loro mazzo di fiori sulla ringhiera del tempietto rinascimentale che custodisce l’immagine miracolosa della Madonna. Anch’essi possono essere considerati ex-voto a ringraziamento di un amore che, si spera, duri tutta una vita.

La cappella con l'Annunciazione miracolosa. Sullo sfondo gli ex voto. E' tradizione che sulla balaustra che circonda la cappella le spose fiorentine lasciano il loro mazzolino di fiori.