Nel 1485 Giovanni Tornabuoni, direttore della filiale del banco mediceo, tesoriere di Papa Sisto IV nonché zio di Lorenzo il Magnifico, chiamò Domenico del Ghirlandaio ad affrescare la cappella maggiore di Santa Maria Novella a Firenze con scene della vita della Vergine e di San Giovanni Battista inquadrate da finte architetture. Fu stipulato un minuzioso contratto tra il committente e il pittore nel quale si descrivevano le singole scene, i colori e le dorature da utilizzare, il paesaggio e gli ambienti dove inserire le figure oltre ovviamente il compenso esorbitante di 1100 fiorini d'oro. Il lavoro doveva essere ultimato entro cinque anni. Il Ghirlandaio si avvalse dell'aiuto della sua bottega composta dai fratelli, Davide e Benedetto, e da promettenti artisti a cominciare da un ragazzino di nome Michelangelo Buonarroti.

Dai numerosi libri di ricordi che ci sono pervenuti, per gli storici dell'arte importantissimi per ricostruire la vita quotidiana e le tradizioni delle ricche famiglie fiorentine, sappiamo che in occasione delle nascite era in uso donare alla puerpera un vassoio di legno dipinto con scene di vario soggetto sopra il quale si servivano le vivande chiamato "desco da parto". Un esempio è conservato al Metropolitan Museum di New York, raffigura il Trionfo della Fama ed forse opera di Giovanni di Ser Giovanni detto Lo Scheggia, fratello di Masaccio. Era il desco da parto donato in occasione della nascita di Lorenzo il Magnifico. La serva che vediamo nell'affresco mentre si avvicina ad Elisabetta ha in mano sicuramente uno di questi vassoi qui coperto da una tovaglia bianca.


Tutta quanta la scena è ambientata in un'elegante camera da letto e documenta i dettagli e gli arredi che dovevano essere realmente visibili nelle ricche dimore fiorentine: il bellissimo letto intarsiato, il pavimento in cotto e il soffitto cassettonato, il vassoio e la brocca lavorate a sbalzo che si vedono dietro la balia, la scatola e i due melograni sulla spalliera del letto, l'arazzo verde con elementi floreali che compare dietro la serva col desco da parto che serviva per riparare dall'umidità e nello stesso tempo arricchiva la stanza e quello, accanto, che copre la porta e che poteva essere arrotolato al bastone posto in alto nel caso occorresse entrare oppure uscire.